lunedì 17 marzo 2014

FSE - UN PROGETTO IMPORTANTISSIMO

FERMATE (FERMIAMO) QUEL PROGETTO
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), non è una buona idea, è un’ottima idea. Se un qualsiasi medico può, al momento opportuno, esaminare tutto il mio “salutem curriculum”, senza che abbia con me le medicine, le analisi, le radiografie, le tac etc., è un’idea ottima. Naturalmente è necessario attivare tutte quelle “buone pratiche” per garantire anche la privacy. Già dal 2010 con le “Linee guida nazionali” 1 si definiva l’FSE: “Il Fascicolo Sanitario Elettronico, ha un orizzonte temporale che copre l’intera vita del paziente, è alimentato in maniera continuativa dai soggetti che prendono in cura l’assistito nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e dei servizi socio-sanitari regionali.” 
E quindi nell’intera vita del paziente, si dovrebbe poter alimentare questo FSE personale, indipendentemente da dove uno abita ? 
Invece ogni Regione mette in pratica l’FSE secondo i propri criteri, i propri strumenti (attivati in Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Sardegna, mentre in Sicilia, Campania, Calabria e Provincia di Bolzano NON è stato attivato ancora NULLA dopo quasi 10 anni dalla prima stesura della legge), e con le proprie modalità d’uso. Quindi se un cittadino della Repubblica, “migra” in un’altra Regione, “perde” le informazioni sul suo FSE che era riuscito ad alimentare nel frattempo. Nel 2013, il Decreto del Fare del 20 agosto 2013 rimedia alla “deficienza”, affermando che è necessario “partecipare alla definizione, realizzazione ed utilizzo dell’infrastruttura nazionale per l’interoperabilità per il FSE conforme ai criteri stabiliti da decreti di cui …………”. 
Quindi a giugno 2014 si definiscono le “Specifiche tecniche per l’interoperabilità tra i sistemi regionali di FSE”, documento di 27 pagine che stabilisce le modalità di interscambio dei dati tra le varie Regioni. Ma non è sufficiente. Il problema non è semplice come sembrava, e ad aprile 2015, si ridefiniscono le “Specifiche tecniche per l’interoperabilità……. Altro documento questa volta di 122 pagine. 
Insomma viene messa una pecetta, ma le Regioni che hanno già sviluppato il software necessario, dovranno rivedere e/o produrre altro software per rispondere all’interoperabilità richiesta. 
Ad oggi il DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 29 settembre 2015 , n. 178 5 (Regolamento in materia di fascicolo sanitario elettronico), ci dice che l’ANA (Anagrafe Nazionale degli Assistiti), sarà realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze, in accordo con il Ministero della salute in relazione alle specifiche esigenze di monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza (LEA), nel rispetto delle previsioni di cui al comma………., subentra, per tutte le finalità previste dalla normativa vigente, alle anagrafi e agli elenchi degli assistiti tenuti dalle singole aziende sanitarie locali, ai sensi………., che mantengono la titolarità dei dati di propria competenza e ne assicurano l’aggiornamento (pag. 33 art. 62-ter 5 ). 
A questo punto le aziende regionali dovranno rivedere un’altra volta, il software progettato per allinearsi alle nuove direttive. 
La domanda è: tutto questo era evitabile ? 
SI !! 
Avremmo risposto alle diverse esigenze progettando un software appropriato, ed avremmo ottenuto : 
1. risparmio sui costi di progettazione e sviluppo (per soddisfare la Spending Review ma soprattutto rivedere le decine di milioni investiti fino ad oggi con le finanziarie di Monti, Letta e Renzi); 
2. unicità dell’interfaccia per “alimentare” e consultare l’FSE su tutto il territorio Italiano, utile ai cittadini ma anche alle realtà coinvolte nel progetto (Medici, Farmacisti, Professionisti a vario titolo etc.); 
3. possibilità di interscambio dei dati tra Regioni diverse senza costi di sviluppo aggiuntivi; Ecco perché è necessario FERMARE IL PROGETTO. Coinvolgiamo TUTTE le Regioni Italiane con una Conferenza dei servizi ed affidiamo la progettazione ad un gruppo di lavoro, che produca o decide su “un codice” (anche già esistente) utilizzabile in ambiente Internet e personalizzabile per ogni singola Regione, mantenendo UN’UNICA BANCA DATI NAZIONALE. Ricordiamo che l’oggetto di questo progetto, riguarda i dati sanitari di un cittadino italiano e non di un cittadino toscano, lombardo, laziale etc. Gli esperti informatici delle Regioni Italiane, Asl in particolare, adeguino il loro software per alimentare la banca dati unica nazionale. 
A questo proposito, ricordiamo che, le banche dati nazionali che interessano i cittadini e le istituzioni, sono già utilizzate da diversi anni e interessano: 
1. I dati catastali, immobili e proprietari; 
2. i redditi delle persone fisiche e giuridiche nonché di TUTTI i cittadini; 
3. gli autoveicoli e relativi proprietari sulle banche dati della Motorizzazione Civile (dal 2016 anche la copertura assicurativa). 
Insomma, ad oggi, con il Codice Fiscale, siamo in grado di conoscere TUTTO di un cittadino, ma quando parliamo dei suoi dati Sanitari, ogni Regione ha “costruito” o costruirà, la propria “banca dati”. Se ci sarà il coraggio e la volontà di arrestare lo sviluppo autonomo che ogni regione dovrà mettere in campo, e invece si affiderà il progetto ad un'unica “regia nazionale”, riusciremo a definire un servizio veramente valido. Ma questo è solo il primo passo per ottenere un FSE veramente utile a TUTTI. Perché per rispondere alla richiesta di 1*, “piena fruibilità dei dati regionali a livello nazionale, per indagini epidemiologiche, valutazioni statistiche, registri nazionali e raccolta di dati ai fini di programmazione sanitaria nazionale”, è necessario definire in maniera chiara l’utilizzo dei dati risolvendo le contraddizioni che sono presenti nel documento della privacy 2*, dove insieme ad una giusto controllo di “chi fa che cosa” di fatto è possibile inserire nell’FSE informazioni NON controllate neanche dal medico curante. E’ chiaro che questa frammentazione delle banche dati, impedirà di fatto una ricerca seria, come giustamente richiesto dalla “piena fruibilità dei dati regionali a livello nazionale…….. Per rispondere alla giusta esigenza di “programmazione sanitaria nazionale” ma anche ad una possibile analisi di banche dati utili alla ricerca, è fondamentale definire anche una codifica univoca per analisi di laboratorio (chimico, clinico, immunologico etc.), così come esiste già per quanto riguarda la nomenclatura delle diagnosi, dei traumatismi, degli interventi chirurgici e delle procedure diagnostiche e terapeutiche (ICD9CM - International Classification of Diseases - 9th revision - Clinical Modification) , addirittura a livello mondiale. 
L’FSE potrebbe e dovrebbe essere una svolta importante per l’adozione di queste codifiche. E’ necessario fare investimenti mirati, non solo economici, ma anche temporali per ottenere risultati utili a tutti (formazione dei dipendenti pubblici, comunicazione ai cittadini, semplificazione delle procedure, etc.), e d'altronde qual’è l’alternativa ? 
Ma soprattutto è basilare coinvolgere le professionalità idonee al progetto.

1*. pag. 13 punto a art. 15-quater del documento “DecretoFare_98-2013_ATTO COMPLETO”
2*. Privacy Linee guida in tema di Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e di dossier sanitario (G.U. n. 178 del 3 agosto 2009)
 

mercoledì 4 dicembre 2013

Avari, stupidi o disonesti.

Se con 1.400 euro al GIORNO il presidente della Corte Costituzionale non può permettersi di acquistare una bella vettura, vuol dire che o è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. Non abbiamo bisogno di nessuna di queste tre figure.
Parafrasando François Hollande.

domenica 1 dicembre 2013

Onestà delle "parole" in politica


"Grillo domani torna alla sua piazza, al suo Vaffa Day. Insulterà, come sa fare lui. E' un voto di protesta quello che intercetta. Poi però non realizza nulla di quello che promette perché i Parlamentari stanno sul tetto a protestare, non al piano di sotto a votare."
Matteo Renzi



Matteo dovresti sapere che quando sei all'opposizione un partito riesce solo a emendare, protestare e poco altro. 
Perché ? 
Perché il governo, da sempre, impedisce all'opposizione, qualsiasi essa sia, di emergere con le loro proposte. 
E' il "gioco" della politica. Della politica intellettualmente disonesta.
Riusciremo a diventare "onesti" anche e soprattutto in politica ?

sabato 2 marzo 2013

Professionisti della politica.

Ora ci si mette anche Massimo Gramellini:
"Questa idea che tutti possono fare politica, scrivere articoli di giornale, gestire un’azienda o allenare una squadra di calcio è una battuta da bar che purtroppo è uscita dai bar per invaderci la vita e devastarcela."
Mette tutto sullo stesso piano professioni e politica. E' un errore grave, molto grave. Perchè TUTTI possono/devono fare politica. Un noto politico, non nominabile, ci dice: che "Per amministrare serve onestà, esaminare i problemi della gente, voglia di fare le cose. Gli strumenti anche culturali si trovano. Non spaventiamoci se qualcuno non conosce il numero dei senatori. Fare politica non è fare una  gara di cultura, di bellezza o di bravura." E si riferiva ad un assessore che aveva conosciuto da giovane, che alla richiesta di firmargli una petizione, rispose candidamente che non sapeva firmare; anche sulle delibere metteva una X.
Insomma per fare una professione qualsiasi, avvocato, macellaio, meccanico, medico etc., ci sono scuole, libri, esami da superare, conoscenze da approfondire etc.
Per fare politica non basta saper leggere una delibera, "elencare" gli ultimi presidenti della repubblica, interpretare un bilancio di previsione, avere dimestichezza con il nozionismo delle istituzioni pubbliche. 
Ci vuole molto di più. Serve onestà, considerare i problemi della gente .......

Grammi, perché la prossima volta non ti candidi a fare il rappresentante nella scuola di tuo figlio, o il consigliere nel tuo comune, nella tua regione ? O vuoi continuare a rimanere in "platea" per vedere cosa fanno del tuo futuro gli "attori/politici" che in quel momento interpretano la "commedia/tua vita" ?
In ogni caso gli esempi che hai usato sono i meno azzeccati. Di giornalisti scesi/saliti in politica ne conosciamo, tra i "gestori di aziende" uno è anche molto conosciuto, ed ultimamente anche un famoso allenatore di calcio ci ha provato. Anche al bar a volte, si fanno  battute interessanti ! 

 

sabato 12 gennaio 2013

Conflitto d'interessi.

Se una persona è proprietaria di un'azienda quotata in borsa che in meno di un mese guadagna più del 30%, non è una novità eclatante. Se la persona in questione è un politico che è stato anche Presidente del Consiglio e che ha deciso di ricandidarsi al Parlamento italiano, allora la notizia dovrebbe essere una notiziONA. Invece no, i media non "raccolgono", fanno finta di niente e solo i giornali cosiddetti finanziari, riportano la notizia.
Naturalmente il conflitto non è soltanto di questa persona in particolare. Altri piccoli e grandi conflitti ci sono nei Comuni, nelle Aziende Municipalizzate, e generalmente in quasi tutti gli Enti Pubblici. Sindaci o assessori che continuano tranquillamente con le loro attività private, Presidenti di Municipalizzate che hanno cariche con Aziende/Banche/Istituti etc. che "trattano" con la stessa municipalizzata.
Insomma il conflitto d'interessi non è solo e soltanto quello di B., ma soprattutto quello ormai disseminato a tutti i livelli del pubblico ed in tutti i partiti politici.
E' necessario fare una legge ?
Non basta, è necessario una vera e radicale riforma che riesca a "redistribuire" veramente i poteri e di conseguenza anche le "economie" che stanno dietro a questi poteri. 
Già "copiando" legislazioni vigenti e funzionanti potrebbero aiutare anche quella cultura a superare comportamenti medioevali.
In effetti regolamentare il mercato per far si che TUTTI abbiano veramente le stesse opportunità, sarà la sfida dei prossimi anni. 
Sempre che lo si voglia fare.

mercoledì 2 gennaio 2013

Licenziare o premiare

Dal quotidiano "La Nazione" leggo che Renzi, firmerà 4 licenziamenti al Maggio Musicale.
Sarei curioso di sapere se il suo stato d'animo sarà lo stesso di quando firmò il contratto da 200.000 euro l'anno con la nuova sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, Francesca Colombo.
Eppure, all'epoca, molti si scandalizzarono per l'incomprensibile compenso, ma il Sindaco tirò dritto.

venerdì 2 novembre 2012

Per aiutare il welfare ed anche noi.

La pensione di Felice Crosta  è di €. 1.369,00 al giorno.
Si avete capito bene..... milletrecentosessantanove euro al giorno.

Se al "povero" Felice (e chi no lo sarebbe !!) gli lasciamo 169,00 euro al giorno (pari a circa 5.070 euro al mese, non male come pensione !!!), potremmo utilizzare i restanti 1.200 euro per "accontentare" 24 persone con 50 euro cadauna.

Questo vuol dire che con 50 euro al giorno aiuteremmo 24 famiglie, mediamente, cioè, 72 persone.

Però !!!!!

Qualcuno potrebbe avvertire Felice Crosta che la sua pensione sarebbe sufficiente a mantenere un intero condominio ?

Spero che anche il suo confessore (se Felice è cattolico !!!), possa farlo rinsavire e farlo tornare qui con noi, comuni mortali.

Caro Monti, forse non hai capito  "dove mettere le mani".